Shukratal, Vrindavana, Mathura, Agra- Febbraio 2018

2018-Diario del dodicesimo giorno

Siamo giunti all’ultimo incontro del mattino. In questi giorni, seppur inconsapevolmente, abbiamo registrato nel nostro inconscio ogni parola, ogni immagine, ogni suono, ogni colore, ogni forma, anche le vibrazioni del passato che la presenza di Krishna ha lasciato. 

Dopo colazione la mattinata é libera. Alcuni decidono di restare a Vrindavana  altri di partire per andare a visitare la collina Govardana, un posto significativo che permette di comprendere le potenze infinite del Signore Supremo attraverso il ricordo delle sue attività.

Alle due ci troviamo per il pranzo che questa volta è in stile indiano, il Thali. 

Iniziamo ad organizzarci per il giorno successivo che per alcuni è quello del rientro in Italia, mentre per altri è la partenza per andare a Rishikesh dove il viaggio dell’anima continua per circa la metà dei componenti del gruppo.

Ci ritroviamo più  tardi in giardino e dopo un bhajan iniziamo a fare una condivisione sul seminario svolto. Alcuni esprimono il proprio apprezzamento, altri fanno domande su punti per loro rimasti ancora in sospeso o che sono maturati in forma di quesito a seguito di quanto è stato condiviso fino ad oggi. 

Si percepisce un clima di generale soddisfazione e anche dispiacere per la separazione del gruppo. Alcuni vorrebbero prolungare la permanenza per restare la terza settimana con gli altri ma necessità impellenti non lo permetteranno.

Resta comunque la certezza che ognuno ha avuto quanto era necessario, e con serenità tutti si predispongono alla partenza del giorno successivo. Siamo pronti, ci diamo appuntamento alla cena dove sarà distribuita la colazione in quanto l’indomani la partenza è prevista per le ore 5:30.

 

2018 Diario del undicesimo giorno

Oggi la giornata è decisamente intensa.

Alle 7 facciamo la lezione sulla BhagavadGita sulle diverse fedi,  sul l’importanza e difficoltà di percepire l’archetipo della Murti. La lezione è introdotta dal bajan che ci predispone alla concentrazione, all’ispirazione e alla comprensione di concetti così elevati.

Alle ore 09:30 partenza da Vrindavana per Mathura.

Il pulman ci lascia sul ciglio della strada del mercato principale, raggiungiamo il ghat col riksho. Mathura si presenta molto vivace: le mucche camminano libere per la strada, e si sente il profumo degli incensi. Ci sediamo sui gradini di fronte alla Yamuna accarezzati dai raggi caldi del sole e leggiamo un racconto che descrive i tempi in qui Shri Krishna compiva i suoi lila. La storia racconta dell’ incontro tra Krishna e  Kalya, l’asura (essere ottenebrato, assenza di luce) dalla forma di serpente dalle molteplici teste. Egli con il suo veleno aveva inquinato tutte le acque del fiume con grande danno per tutti gli abitanti di Mathura. Krishna combatté contro Kalya, finché l’asura non si abbandonò spontaneamente è completamente a Lui. Questo avvenne grazie alle preghiere delle mogli di Kalya e quelle degli abitanti preoccupati per il loro amato Krishna. Riflettiamo su questa vicenda ascoltando il suono dolce della Yamuna, solcato da tante barchette colorate.

Lasciamo Mathura e ci dirigiamo verso Agra per visitare una delle nuove sette bellezze del mondo.

Dopo circa due ore e trenta arriviamo ad Agra. La città si presenta caotica: sulla strada viaggiano tutti. Mucche, asini, scimmie, cani, bici, carri, riksho, auto, moto, camion e pedoni: tutti si spostano in modo disordinato e rumoroso ma scorrevole. Ci fermiamo verso le 14 per pranzo in un bel ristorante dove gustiamo il buffet classico indiano. Ripartiamo poi per il Taj Mahal. Lo raggiungiamo in circa un ora. All’ingresso facciamo una piccola introduzione e in seguito procediamo con la visita. Il Taj Mahal è un mausoleo fatto costruire nel 1632 dall imperatore moghul Shah Jahan in memoria della moglie preferita Arjumand Banu Begum che lascio’ il corpo per il parto del quattordicesimo figlio. Arjumand prima di morire chiese al marito, l’imperatore, di prendersi cura dei figli, di risposarsi, di costruire un mausoleo in cui recarsi ogni anno nella data della sua dipartita. I lavori durarono più di ventanni  e si dice che l’imperatore fece tagliare le mani e lingue  agli operai e uccise gli architetti per evitare che potessero replicare l’opera.

Non comprendiamo come un opera così bella possa essere accompagnata da un gesto così crudele, talvolta l’uomo sa essere la peggiore versione di se stesso. Davanti al Taj Mahal proviamo emozioni contrastanti: la bellezza estetica che ci meraviglia e la caotica fiumana di persone in visita. Ripartiamo al tramonto, un po’ stanchi e desiderosi di tornare a Vrindavana. Si spengono le luci dentro il pulman e questo ci aiuta a riposare ed elaborare i vissuti della giornata. Attendiamo con dolcezza di ascoltare le parole: “Radhe Radhe” che ad Agra ci sono mancate e che invece ci aspettano a Vrindavana. 

 

2018 Diario del decimo giorno

Partenza alle 09:00 per andare a visitare il samadhi. salpiamo con la barca: siamo sulla Yamuna, il  fiume sacro dove Shri Krishna ha svolto i suoi lila.  

Abbiamo lasciato la vivace Vrindavana ed ora ci lasciamo cullare dallo scorrere lento e dolce delle Sue acque. Il paesaggio che possiamo ammirare è bellissimo: è come un quadro in tempo reale che ci mostra l’arte di  madre natura. Possiamo osservare uccelli simili alle nostre rondini volare festose, alcune tartarughe che si spiaggiano sui Suoi argini altre che nuotano nelle Sue acque. A loro si aggiungono aironi, papere: ognuno canta il suo mantra. Tutt’intorno la pace, il canto del pavone si fa sentire e possiamo osservarlo mentre fa la ruota, meraviglioso! La barca lungo il tragitto si arena e il barcaiolo scende immergendo i suoi piedi per rimediare: si aiuta con un bastone, poco dopo si riparte.  

2018 Diario del nono giorno

Ore dieci partenza, quest’oggi visitiamo un luogo molto speciale, dove Shrila Prabhupada ha vissuto e ha scritto i primi capitoli dello Shrimad-Bhagavatam.

Arriviamo al tempio di Krishna Das kaviraj Goswami, colui che ha scritto la Caitanyacaritamrita, opera in cui si descrivono le attività di Caitanya Mahaprabhu. Qui risiedono molti samadhi di personalità spirituali importanti, per questo è un centro di riferimento spirituale. Un altro samadhi importante è quello di Jiva Goswami, uno dei filosofi più significativi dell’India, le sue opere sono studiate a Benares presso la Hindu University, che ha un ramo di studio dedicato solo a i suoi testi. Jiva Goswami è stato un importante produttore di testi che ha scritto venticinque trattati della filosofia della bhakti di Caitanya Mahaprabhu. L’università è nata in Italia, i prodromi si trovano storicamente a Salerno, dove sono nati i primi nuclei composti di giovani che riconoscevano volontariamente alcune persone acculturate come dei maestri capaci di passare loro la conoscenza; ciò avveniva nella prospettiva del Divino come anello di congiunzione di tutte le scienze.  Da qui ebbe origine il significato di università ovvero il verso unico delle scienze orientato alla comprensione di Dio.

Qui si trova anche il samadhi di Bhakti Siddhanta Saraswati Maestro di sua Divina Grazia Shrila Prabhupada, di cui si dice recitasse la Baghavad-gita a memoria perfino al contrario.

Ci spostiamo più in avanti ed entriamo nella stanza di Shrila Prabhupada, ancora irrorata di un energia umile e santa. Ci mettiamo tutti in cerchio e contempliamo la Murti di Shrila Prabhupada, si ha l’impressione che non sia passato tanto tempo da quei giorni.

Rientriamo per il pranzo, il pomeriggio è libero, cosi c’è chi va a Vrindhavana, chi al tempio e un piccolo gruppo al laghetto di Radha Kunda. Si dice che chiunque si bagni anche una sola volta in questo laghetto o faccia servizio devozionale sulle sue sponde, per misericordia di Radharani, svilupperà puro amore per Krishna. Questo amore culminerà in una ininterrotta estasi divina e perciò questo luogo è diventato famoso come il luogo di pellegrinaggio più elevato del mondo. Per questa ragione, un numero infinito di pellegrini viaggiano per molti chilometri solo per bagnarsi nelle sue acque sacre. 

2018 Diaro del ottavo giorno

Ci ritroviamo tutti alle ore sette, il tema che affrontiamo oggi è: natura divina e natura demoniaca, dal capitolo sedici della Bhagavad-Gita, definita natura ottenebrata o di coscienza superiore.

Alle ore dieci e trenta siamo partiti con il riksho per andare a visitare il tempio di Radha Ramana. La storia del suo fondatore Gopalbhatta gosvami ci permette di trattare l’argomento del tipo di relazione che può essere sperimentato con il divino:  Aishvara o Madhuria, il primo è il senso di impotenza, reverenza, quasi di timore, mentre con il secondo si perde il rapporto timoroso e si ha un unione più intima con il Divino.