Vrindavana-Jaipur-Agra - Diario del 1 marzo 2017

L'esperienza dei riti devozionali al tempio lascerà un segno indelebile nella nostra memoria, un tripudio di suoni, colori, profumi ed energie sottili.

Questa mattina abbiamo letto alcuni shloka della Bhagavad Gita e abbiamo condiviso opinioni e posto domande sulla via dello yoga e sui vari livelli di coscienza. Apprendiamo che sono da apprezzare tutti i tipi di yoga, hatha, dhyana, laya, purchè correlati alla bhakti.

Anche le scimmiette dispettose sembrano apprezzare i nostri scambi filosofico-religiosi, facendo capolino dai cornicioni e dalle colonne.

Concludiamo con alcune riflessioni sulla determinazione, imprescindibile aspetto del nostro cammino spirituale.

Alle dieci abbiamo preso il pullmino che ci ha condotto a Vrinda kunda: un luogo incantevole, fuori dal tempo. Qui si trova il tempio di Shrimati Tulasi Devi, l'eterna emenazione di Shrimati Radharani, costretta a nascere nel mondo materiale sotto forma di pianta. Questa Divinità rappresenta la forza della devozione. La pianta di tulasi (basilico sacro), è delicatissima ed ha bisogno di cure costanti altrimenti muore, come la devozione. Tulasi Devi, misericordiosa e sempre pronta ad aiutare chi è in difficoltà, è anche colei che organizza le cose per Krishna e appare sempre per servirLo. Dalla storia di questa divinità apprendiamo che l'organizzazione è la massima espressione dell'amore e della devozione. Riflettiamo inoltre sul grande insegnamento riguardo l'umiltà. L'umiltà alleggerisce il cuore perché ci allontana dal collegamento egoico delle nostre azioni.

Lasciamo questo luogo di grande bellezza e ispirazioni, consapevoli che, sviluppando e mostrando le nostre migliori qualità, contribuiamo anche all'evoluzione delle persone che ci circondano.

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