Da Rishikesh a Badrinath risalendo l'Alakananda - Diario 24 settembre 2019

Secondo giorno a Rishikesh. Ci svegliamo di buon’ora per andare a meditare sulle rive del Gange: un fresco vento accompagna l’ascolto di noi stessi che si armonizza con quello dell’acqua. Flusso di acqua che tutto fa scorrere e dona lietezza al cuore. Prima di colazione ci dedichiamo gioiosamente alla pratica dello Yoga. Una famiglia di scimmiette osserva incuriosita la sequenza di asana e pranayama che ci viene offerta per predisporci con il giusto atteggiamento di apertura alla giornata. A metà mattina intraprendiamo una passeggiata che dall’hotel ci porta fino alla zona più popolata di Rishikesh, dove i profumi del legno di sandalo e i canti dei mantra accompagnano il nostro gruppo al luogo della lezione.

Ci sediamo su dei gradoni a contemplare il Gange per immergerci nel tema dell’interiorità e dell’apprezzamento come qualità spirituale. L’interiorizzazione delle esperienze si configura come strumento essenziale per contrastare un approccio estrovertito, ovvero orientato unicamente alla dimensione materiale, atteggiamento che ormai impera nel mondo moderno. Dedicare tempo e risorse al processo di interiorizzazione diventa, infatti, l’unico modo efficace per spostare l’attenzione ad un piano spirituale che, come abbiamo appreso ieri, è necessario per la ricerca di una felicità autentica e duratura. Questo bisogno di felicità diviene essenziale nel momento in cui si percepisce che la morte del corpo fisico è vicina: iniziamo ad apprezzare le piccole cose, dando loro una importanza che prima non riconoscevamo. Si sviluppa, di conseguenza, sensibilità per i dettagli, anche i particolari che prima ci apparivano insignificanti risvegliano il nostro stato di coscienza: è a questo punto che, con l’apprezzamento, riusciamo a trasformare questa attenzione, adesso traslata sul piano spirituale, in senso evolutivo. La trasformazione in senso evolutivo favorisce una capacità di comprensione sempre più ampia da parte del soggetto, che affina anche la sua capacità di previsione evitando così errori che porterebbero a regressione.
Mantra e bhajan della tradizione vaishnava allietano il nostro pomeriggio: percepiamo che il canto dei mantra è uno strumento potente che favorisce l’evoluzione sana e graduale dell’individuo poiché alimenta la pace interiore e risveglia le qualità spirituali.

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