Da Rishikesh a Badrinath risalendo l'Alakananda - Diario 1 ottobre 2019

Questa mattina, dopo la meditazione, ancora una volta allietata dalla splendida visuale della vallata di Rudra Prayag, ci rechiamo a colazione per le ultime riflessioni sui giorni trascorsi. Alle 08:00 iniziamo a caricare i nostri bagagli per la partenza: è una bella giornata di sole e tutto sembra predisporsi al meglio per arrivare in giornata a Badrinath.

Percorriamo le strade a volte sterrate, a volte tagliate da torrenti provenienti dalle cime con un senso di meraviglia per quanto il Creato ci offre in questo tragitto. I monti che si stagliano alti verso il cielo sono ammantati di sfumature di verde variopinte e intense interrotte da facciate di roccia che ci danno l’idea della forza e della potenza dell’Himalaya. Dopo una serie di piccole soste ci rendiamo conto che con il trascorrere delle ore siamo ormai giunti a sera, e, quando meno ce lo aspettavamo, siamo stati bloccati in una colonna di mezzi in quanto la strada per Badrinath è stata chiusa. Le prime notizie ci informano che una grossa frana ha reso il percorso pericoloso e inagibile. Restiamo dunque in attesa di poter passare non appena la strada venga riaperta. Dopo circa 2 ore è ormai calata la sera e veniamo a sapere che la strada non sarà più riaperta fino all’indomani. A questo punto decidiamo di tornare a Joshimat dove trascorriamo la notte per ripartire l’indomani con la speranza di raggiungere Badrinath e la meravigliosa grotta di Vyasadeva. L’hotel, anche se imprevisto, si rivela gradevole e abbiamo modo di apprezzare la buona qualità di pietanze indiane che ci vengono offerte.

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