Himalaya: fino alle sorgenti della Gange - Diario del 13 ottobre 2011

Appunti di viaggio

Siamo partiti stamani mattina alle 9 da Gangotri e da poco, all'ora di pranzo, siamo arrivati ad Uttarkashi. Qui il clima è molto diverso. Ci siamo tolti maglioni e giacche a vento.

Siamo a 1351 metri di altitudine. Ora siamo nel giardino dell'Hotel Shivaling e ascoltiamo la lezione di Guru Maharaja, che sta rispondendo alle nostre domande.

Una dopo l'altra ci racconta affascinanti storie tratte dal Mahabharata: la storia di Ganga Devi e degli otto Vasu, la nascita di Satyavati e la nascita di Shrila Vyasadeva. Rimaniamo ad ascoltare incantati. Sullo sfondo le nostre care montagne. E sempre la voce di Madre Ganga che ci accompagna e che sempre di più si rivela a noi nelle sue qualità personali, nella sua natura divina di grazia e misericordia. Molto interessante è la risposta che il nostro Maestro dà ad una domanda posta da un nostro compagno di viaggio relativa al concetto di ahimsa o non violenza, che si ricollega a quello di pace e di giustizia e che dà lo spunto per spiegare il contesto in cui si sviluppa la Bhagavad-gita, e dunque gli antefatti della battaglia di Kurukshetra.

Ormai è sera. La montagna si illumina con le luci delle casette che la costellano. Noi siamo ancora assorti nelle parole del nostro Guru Maharaja. Dalle sue parole siamo trasportati nel tempo e nello spazio, ed oltre ad essi. Entriamo sempre più in contatto con l'anima della cultura tradizionale indiana, e ne comprendiamo il profondo e autentico valore universale. Senza le sue parole, cosa mai avremmo compreso di quel che vediamo?

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